Marcus non esitò. «Resta con lui!» gridò sovrastando il fragore della tempesta, scivolando giù per il pendio scivoloso e fangoso del burrone. Kelly si aggrappò saldamente all’anziano, che tremava violentemente sulla sporgenza. Dall’alto, guardarono Marcus addentrarsi nell’acqua gelida e impetuosa. Il cane era completamente esausto, il pelo dorato incrostato di fango, lo sguardo vitreo. Era troppo debole per opporsi ancora alla corrente che si faceva sempre più forte.
Marcus raccolse l’animale inerte tra le braccia, lottando contro il fango mentre risaliva a fatica l’argine scivoloso. Quando raggiunse la cima, adagiò il cane a terra. L’animale era completamente privo di reazioni, il corpo tremava debolmente.
Proprio accanto a Kelly, si levò un suono che le spezzò il cuore. Il vecchio cadde in ginocchio accanto al cane. Singhiozzava incontrollabilmente: un dolore profondo e gutturale che era rimasto represso per cinque lunghi anni. Presero il cane in braccio e corsero di nuovo verso la struttura.