Un uomo segue le tracce dei ragni fino a un grande albero: quando ha guardato più da vicino, gli si è gelato il sangue nelle vene

Dimenticandosi completamente della sua caccia alle salamandre preistoriche, David si alzò in piedi e puntò la torcia in avanti. L’autostrada pulsante di aracnidi si estendeva dritta nel bosco buio come la pece, tracciando un percorso diretto verso la sezione più antica e ricoperta di vegetazione della valle. Spinto da pura curiosità scientifica, controllò la sua attrezzatura fotografica e seguì con cautela quel sentiero impossibile.


Man mano che si addentrava nella conca dimenticata, l’ambiente cambiò drasticamente. I normali, rassicuranti suoni notturni della foresta selvaggia — il coro ritmico dei grilli e il ticchettio delle raganelle — cessarono bruscamente, lasciando il posto a un silenzio soffocante e di morte. Non si spezzò nemmeno un ramo.


David spense la lampada frontale per lasciare che i suoi occhi si abituassero naturalmente all’oscurità fitta. Fu allora che il suo cuore saltò un battito. Dal tronco spaccato e cavo di una quercia colossale e secolare si levava proprio il fenomeno che aveva deriso a cena. Lì, filtrando attraverso un fitto e scintillante velo di seta fresca, c’era una debole luminescenza verde neon che pulsava.