Sabato mattina alle nove, un furgone del comune si fermò a Clover Lane. Ne uscì un’agente in uniforme della divisione Gestione animali, una donna seria di nome Hadley, a cui Walter aveva telefonato due settimane prima per segnalare il problema in corso e chiedere gentilmente una visita didattica. Dietro il suo furgone, un’altra auto: un giornalista del giornale locale, avvisato dalla signora Chen di un servizio sulla “responsabilità degli animali domestici nel quartiere” In fondo alla strada, parcheggiata con un aspetto molto ufficiale, c’era una bacheca portatile che Danny aveva aiutato Walter a costruire, ricoperta di fotografie plastificate.
Le fotografie mostravano tutti gli incidenti degli ultimi diciotto mesi. Erano datate, chiaramente etichettate e ordinate. Walter le aveva conservate in una cartella. C’era Biscuit. C’erano i terrier. C’era Tank. E c’erano i proprietari: telefoni in mano, spalle voltate, guinzagli allentati. Era un lavoro accurato ed educato, ma assolutamente inconfutabile. L’agente Hadley studiò il tabellone per un minuto intero, poi espirò lentamente dal naso. “Signor Briggs”, disse, “lei ha fatto il mio lavoro al posto mio” Il giornalista stava già prendendo appunti.