Nora spinse il suo software al limite, ingrandendo la gola della bambina più piccola. Lì, semicoperto dal colletto di pizzo, c’era un minuscolo oggetto riflettente. Aumentò il contrasto, osservando mentre prendeva forma un medaglione dai toni dorati. Su di esso era incisa un’unica, elegante lettera: E.
Controllò freneticamente i registri della famiglia Calloway. Era elencata una sola figlia: Margaret, nata nel 1887. Non c’era traccia di una seconda figlia. Nessun certificato di nascita, nessun atto di battesimo, nessun nome che iniziasse con la E.
Nora tornò al registro del fotografo, notando una colonna che le era sfuggita: «Strumento». Per quella specifica voce, non erano indicati né un obiettivo fotografico né uno sfondo. C’era scritto: «Medaglione — E.M.H. — conservato per richiesta». Non era solo un gioiello. Era un segno distintivo. Qualcuno lo aveva deliberatamente appeso al collo della ragazza, una polizza assicurativa silenziosa destinata a essere immortalata nel ritratto. Era un faro di identità. Nora si rese conto con un sussulto che non si trattava di un ritratto di famiglia. Era un segreto, sussurrato attraverso un secolo. Qualcuno l’aveva protetta. Chi?