La sala riunioni all’ultimo piano della torre Vanguard era l’epitome del lusso aziendale. Enormi vetrate si affacciavano sullo skyline della città. Victoria Kline sedeva a capo del lungo tavolo di mogano, irradiando potere assoluto. Era circondata dai membri più anziani del consiglio di amministrazione e dall’amministratore delegato, Eleanor, pronta a firmare i documenti che suggellavano la sua promozione.
“L’acquisizione è impeccabile”, annunciò Victoria con orgoglio, facendo scorrere i documenti sul tavolo. “Questo accordo ci garantirà il dominio del mercato per il prossimo decennio. Sarò onorata di assumere il ruolo di direttore finanziario” Proprio mentre Eleanor prendeva la penna, le pesanti porte della sala riunioni si aprirono.
Victoria non alzò subito lo sguardo, aspettandosi una segretaria. Ma quando sentì i passi lenti, misurati e del tutto sicuri che si avvicinavano al tavolo, alzò la testa. La mascella le cadde, la penna costosa le scivolò dalle dita mentre il suo viso perdeva ogni colore. Arthur Pendelton stava entrando nella stanza, con un aspetto incredibilmente imponente nel suo abito su misura color antracite. “Che diavolo è questo?” Victoria sussultò, con la voce che si incrinava per l’improvviso panico. “Eleanor, perché questo vecchio rimbambito è qui? La settimana scorsa è stato licenziato da un negozio di alimentari per incompetenza”