Il veicolo intercettore si fermò, la nube di polvere avvolse Elias. I ranger si riversarono fuori, con il loro equipaggiamento tattico e preciso. Trovarono Elias e gli slegarono rapidamente le mani. Mentre il sangue tornava a scorrere nelle sue dita con un’impennata dolorosa e vertiginosa, il ranger capo gli rivolse uno sguardo truce e di scusa. “Abbiamo visto tutto dal drone”, spiegò il ranger, con la voce rotta. “Eravamo dall’altra parte del settore quando è scattato il disturbatore. Siamo arrivati appena abbiamo potuto” Elias annuì, con la gola secca e l’adrenalina che finalmente cominciava a scemare. “Hanno preso il vitello”, rantolò, indicando il Passo Nord. “Si sono diretti da quella parte!”
Il ranger capo scosse la testa, facendo già segno alla sua squadra di tornare in posizione. “Lo sappiamo. Il drone li sta seguendo in tempo reale. Non riusciranno a scappare” In pochi secondi, i ranger erano di nuovo nei loro veicoli, con i motori che ruggiscono. Si muovevano con la precisione di una manovra a tenaglia, decisi a mettere all’angolo i bracconieri prima che potessero attraversare il confine del santuario e scomparire nella notte.