Isabella non ha aspettato il mattino. Spinta da un’ondata di tradimento, chiamò immediatamente Tyler, affrontandolo con le esatte parole dell’e-mail. Nel giro di venti minuti, la porta d’ingresso si aprì sbattendo. Tyler irruppe nella camera da letto, il suo tragico contegno completamente sostituito da una feroce furia difensiva.
“Come osi ficcare il naso nei miei account personali?” Tyler urlò, con il volto arrossato mentre le strappava l’iPad dalle mani. “Non hai assolutamente il diritto di toccare le mie cose! È proprio per questo che mi sento soffocare in questa casa!”
“Tyler, vai attivamente a letto con un’altra mentre fai la parte del marito in lutto!” Isabella gridò, con la voce che si incrinava. “Non ho intenzione di discutere con una donna paranoica che viola la mia privacy”, sbottò Tyler uscendo dalla stanza sbattendosi la porta alle spalle.
Il suono riecheggiò nella casa vuota, lasciando Isabella da sola al buio, con la mente sconvolta dalla rapidità con cui lui aveva trasformato il proprio senso di colpa nella sua esecuzione.