La busta non era indirizzata a nessuno. Nessun nome. Nessuna data. Solo un piccolo rettangolo di carta marrone, sigillato con cera del colore del vecchio bordeaux. Edna si sedette su un baule vicino – lentamente, come richiedevano le sue vecchie ginocchia – e la rigirò tra le mani. Il sigillo di cera recava una piccola impronta. Lo inclinò verso la luce della torcia e strizzò gli occhi.
Un uccello. Una rondine, pensò. Ali spiegate, in pieno volo. Aveva già visto quell’immagine. Ne era quasi certa. Ma dove? Rimase con la domanda per un momento, lasciandola vagare nelle stanze della sua memoria come si potrebbe lasciare un nome sulla punta della lingua. Sarebbe arrivato. Di solito lo faceva, se non lo inseguiva.
Infilò con cura la busta nella tasca anteriore del cardigan, raccolse la corda su un braccio e tornò verso la botola. La soffitta poteva aspettare. Il bollitore no. E Lily sarebbe arrivata da un momento all’altro..