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4. I tunnel potevano davvero mettere in difficoltà una superpotenza?
Sì, ed è questa una delle parti più affascinanti della guerra. In luoghi come Củ Chi, i sistemi di tunnel sotterranei permettevano ai combattenti di nascondersi, spostarsi, immagazzinare rifornimenti, pianificare attacchi e sopravvivere a intensi bombardamenti. Questi tunnel erano caldi, angusti, pericolosi e spesso terrificanti, ma trasformavano il paesaggio stesso in un’arma.
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Per le forze statunitensi, i tunnel erano un incubo. Si poteva ripulire un’area durante il giorno, solo per vedere i combattenti nemici riapparire più tardi. Si poteva bombardare dall’alto, ma la guerra continuava sottoterra. Era un brutale promemoria del fatto che la tecnologia costosa può avere difficoltà contro la pazienza, la conoscenza del territorio e la volontà di combattere in condizioni che la maggior parte degli eserciti troverebbe insopportabili.
Quella lezione non è andata persa. Le guerre moderne dimostrano ancora come forze più piccole possano utilizzare tunnel, città, montagne o tecnologia a basso costo per controbilanciare la potenza di eserciti più grandi. Il Vietnam ha dimostrato che vincere battaglie non equivale a controllare un paese.