Un uomo dissotterra una collana nel suo giardino: la reazione del gioielliere lo stupisce

Miriam tenne la collana sotto il rubinetto della cucina, strofinandola delicatamente con il pollice, e l’appannamento si ridusse per rivelare una lucentezza dorata opaca e la forma inconfondibile di un ciondolo ovale, grande più o meno come un pezzo da cinquanta pence. Su una faccia, una piccola pietra intarsiata – rosso intenso, forse granato – circondata da un bordo di piccoli punti in rilievo. Sul retro, segni che potrebbero essere lettere o qualcosa di più antico delle lettere.

“Portatelo a qualcuno”, disse Miriam, posandolo sulla tavola di scolo.

Il lunedì Gerald lo portò da Ackerman & Son in Parliament Street, quel tipo di negozio che aveva ancora un campanello sopra la porta e dei tappetini di velluto in vetrina. Lì aveva comprato l’anello di fidanzamento di Miriam, ventisei anni prima, dal padre. Ora era il figlio, David Ackerman, cinquantenne, occhiali a mezzaluna, i modi attenti e disinvolti di un uomo che per tutta la vita aveva maneggiato le cose preziose degli altri.

Gerald posò il ciondolo sul bancone di vetro e non disse nulla, curioso di vedere cosa ne avrebbe fatto un professionista. David Ackerman lo prese in mano. Lo girò una volta. Poi lo posò, si tolse gli occhiali e guardò Gerald con un’espressione che non era proprio quella che Gerald si aspettava: non la cortese curiosità di un uomo che valuta un gingillo, ma qualcosa di molto più sorvegliato.