Entro la fine della settimana, il rifiuto della realtà aveva iniziato a costarle il sonno. Il formaggio era completamente sparito dal cassetto: non solo una fetta, ma l’intera forma, fino a un minuscolo pezzetto che sapeva di non aver lasciato lì. Persino un panino che si era preparata la sera prima per il pranzo non era più nel sacchetto.
«È impossibile», sussurrò Yelena, fissando il vuoto luminoso e freddo del frigorifero aperto. Rimase lì più a lungo del necessario, analizzando il proprio comportamento e odiando la conclusione a cui era giunta. O era sonnambula in uno stato di blackout di cui non aveva alcun ricordo, oppure c’era qualcun altro in casa sua. «Ti prego, fa’ che sia sonnambulismo», pregò ad alta voce.
Così, in silenzio, scelse di credere alla prima ipotesi, dicendosi che lo stress da lavoro faceva strani effetti alla mente. A quanto pare, questo spiegava meglio di ogni altra cosa il burriera graffiata e il pane scomparso. Non ci credeva, non davvero. Ma credere all’alternativa significava ammettere una realtà terrificante, e lei semplicemente non era ancora pronta ad affrontarla.