Aereo scomparso anni fa, decenni dopo lo ritrovano e quello che scoprono all’interno è…

Tornarono all’aereo prima del tramonto. Una volta fotografato il pannello, Erik rimosse le viti una ad una mentre Nora teneva ferma la luce. Il metallo si sollevò con un gemito secco. Sotto di esso si trovava uno stretto scomparto, profondo quanto basta per contenere casse piatte e tubi portadocumenti. Qualcuno l’aveva ricavato nel piano di carico molto tempo prima del volo. All’interno trovarono una busta di tela sigillata, due rullini non sviluppati in contenitori metallici, un secondo manifesto di carico e una pila di etichette doganali i cui numeri non corrispondevano ai documenti ufficiali. Sotto di esse si trovavano diverse fotografie avvolte in un panno cerato. Nora le dispose una per una su una cassa vuota.

Le immagini mostravano figure di pietra scolpite, pezzi di bronzo e piccoli oggetti d’oro imballati in semplici scatole industriali. Le etichette su quelle scatole corrispondevano alla società falsa elencata sul secondo manifesto. I “pezzi di macchina” nella stiva non erano affatto pezzi di macchina. Parte del carico era costituito da antichità di contrabbando nascoste in un normale carico di merci.

Per Nora, la scoperta spiegò subito la nota. Adam non aveva nascosto le prove dopo essere stato corrotto o minacciato. L’aveva nascosta prima che qualcuno raggiungesse il luogo dell’incidente, quando ancora credeva che lui e il capitano potessero morire nella neve o essere incolpati per la deviazione della rotta. Aveva creato un’assicurazione contro chiunque fosse dietro al carico. Erik guardò il falso manifesto in silenzio. “Qualcuno voleva che questo aereo uscisse dalla rotta normale”, disse. “E qualcun altro voleva che la prova fosse eliminata”