Clara sollevò il telefono, con le mani che le tremavano violentemente, e scattò una sequenza di fotografie chiare e indiscutibili di quell’intimità. Aveva visto abbastanza. Quella sera, Clara si sedette in attesa nel soggiorno buio. Le fotografie che aveva scattato al bar erano state richiamate sul suo computer portatile, con una forte luce blu che le illuminava il viso.
Quando finalmente Tom varcò la porta d’ingresso, indossando ancora il suo abito sartoriale e con l’aria completamente svuotata, Clara accese la lampada del soggiorno, rivolgendo lo schermo direttamente verso di lui. “Dimmi chi è, Tom”, disse Clara, con una voce terribilmente calma. “Dimmi da quanto tempo vai a letto con lei e mi menti in faccia”
Tom si bloccò a metà strada, i suoi occhi si fissarono sulle chiare fotografie che lo ritraevano mano nella mano con la misteriosa donna nella cabina del caffè. Non si mise sulla difensiva, non scattò e non si affannò a inventare un altro alibi. Invece, emise un lungo e pesante sospiro, poiché la stanchezza degli ultimi mesi lo stava finalmente raggiungendo. Si avvicinò, si sedette sulla poltrona di fronte a lei e la guardò dritto negli occhi.
“Clara, non ho una relazione. Non ti sono mai stato infedele”, disse Tom a bassa voce, con voce ferma ma stanca. “La donna in quella foto è Vanessa, l’ex moglie di tuo zio”