A 83 anni trova una corda in soffitta. Non era pronta per ciò che vi era legato..

La soffitta non veniva aperta da undici anni. Edna lo sapeva perché l’ultima volta che aveva tirato giù quella stretta botola del soffitto era stato l’inverno successivo alla morte di Harold, quando era salita a cercare la scatola di Natale ed era tornata giù senza, piangendo troppo forte per ricordarsi perché era salita. L’aveva chiusa con il suo dolore e l’aveva lasciata lì.

Ma oggi era diverso. Aveva ottantatré anni, era un martedì di ottobre e sua nipote Lily veniva a trovarla per la prima volta dopo due anni. Lily aveva accennato, casualmente, in una telefonata, che stava studiando storia dei tessuti all’università. Edna sapeva che in soffitta erano rimasti dei vecchi tessuti dell’epoca di sua madre. Salì sullo sgabello – con cautela, una mano sulla parete – e premette il palmo della mano per aprire la botola.

L’odore arrivò per primo. Legno vecchio. Aria fredda. Qualcosa di lievemente dolce, come il cedro e il tempo mescolati insieme. Edna accese la torcia, la puntò nel buio grigio sopra la sua testa e iniziò a salire.