La prima sorpresa è che la casa in realtà non è appesa agli alberi. Mark sapeva che sarebbe stato pericoloso, soprattutto con un bambino che ci viveva ogni giorno. Ha invece costruito la struttura portante su pali d’acciaio fissati nel cemento, posizionando con cura l’edificio tra le querce senza far gravare il peso su di esse né danneggiarne i tronchi. L’altezza è modesta, più simile a una capanna rialzata che a un parco giochi rischioso.
Dall’esterno, la casa sembra ancora una casa sull’albero. Una semplice passerella di legno si erge dal terreno con una leggera pendenza, terminando in una piccola terrazza che avvolge la facciata. La ringhiera è realizzata con vecchie assi di recinzione, levigate e trattate per resistere alla pioggia. Nulla sembra costoso, ma nulla sembra nemmeno trascurato, ed era proprio questo l’equilibrio che Mark voleva.
Questo ingresso è diventato il posto preferito di Lily ancora prima che la casa fosse finita. Lo chiamava la «casa-ponte», perché ogni giorno dopo la scuola passava dalla vita ordinaria a qualcosa che le sembrava intimo e speciale. Mark ha mantenuto la terrazza abbastanza ampia da ospitare due sedie, una cassa per gli stivali infangati, un piccolo vaso di erbe aromatiche e uno spazio da cui osservare il cielo che cambia attraverso le foglie dopo cena.