Lo sceriffo locale, un uomo che aveva visto troppi inverni di montagna, stese una mappa sul banco di lavoro. “Abbiamo tre ore di buio vero prima che la temperatura raggiunga la zona di pericolo”, avvertì. Matteo si aggrappò al bordo del tavolo, con le nocche bianche. Angela si sedette lì vicino, con il volto pallido, stringendo l’orso di peluche preferito di Mike.
Il gruppo fu diviso in squadre. Il loro vicino, il signor Henderson, un veterano delle tracce, guidò il primo gruppo verso il torrente. Matteo insistette per guidare il secondo gruppo, spingendosi verso le creste più alte. Non riusciva a stare fermo; sentiva che se avesse smesso di muoversi, il freddo si sarebbe depositato nelle sue ossa proprio come probabilmente si stava depositando in quelle di Michael.