Un uomo cammina per 20 miglia per andare al “lavoro”, finché un giorno un poliziotto lo segue e ne capisce il motivo

Quando vide l’autopattuglia, affilata e in preda al panico, urlò indicando la direzione verso cui correva il sospetto. “Polizia!” Gridai, già in movimento. Il sospetto è scappato, ma non abbastanza velocemente. Si scontrò con un bidone della spazzatura, inciampò e quel mezzo secondo fu tutto ciò che mi servì. Finì a terra, con la faccia sul marciapiede.

Lo ammanettai prima che potesse dire qualcosa. Quando lo tirai su, il suo volto si illuminò alla luce della strada: sudato, con gli occhi selvaggi, la mascella serrata come un animale messo all’angolo troppo tardi. Non lo riconobbi, né dal tabellone della stazione né dalle foto sgranate che avevamo fatto circolare, ma questo non significava molto.