Firmando i documenti, il suo stomaco affondò. Avrebbe dovuto sentirsi trionfante, ma invece provava terrore. E se le avesse procurato solo problemi infiniti? Se avesse solo sprecato soldi che non poteva risparmiare? Toccò il finestrino dell’auto, fissò il cruscotto incrinato e sussurrò: “Dio, che cosa ho fatto?”
L’odore all’interno era quello che si aspettava: vecchia tappezzeria, polvere, qualcosa di metallico e forse una leggera traccia di qualcos’altro che non riusciva a collocare, dopotutto era una vecchia auto. I sedili erano incrinati, la radio non c’era e il contachilometri segnava più di duecentomila chilometri. Ma voleva credere che avesse del potenziale.