Ethan rimase in silenzio, con la gola stretta. Non aveva mai pensato a quanto peso potesse avere una piccola borsa dimenticata. Ma qui, in questa casa malandata ai margini della città, vide la verità: a volte non era la sopravvivenza che contava di più, ma il ricordo.
Nei giorni seguenti, Ethan tornò spesso. L’anziano lo accolse calorosamente, sempre con la foto vicino come se fosse un ospite d’onore. Condividevano il tè in tazze scheggiate, l’uomo raccontava frammenti di una vita interrotta dalla perdita e Ethan ascoltava, imparava, portava con sé quelle storie come se appartenessero anche a lui.