Si fermò davanti al cancello e tirò fuori dalla tasca la chiave e la fotografia. L’ottone scintillava debolmente nella luce calante e i sorrisi della coppia lo fissavano. Le strinse entrambe nella mano, tirando un respiro. Poi, prima che il dubbio potesse radicarlo sul posto, Ethan spinse il cancello e salì lungo il sentiero per bussare.
Il colpo risuonò sordo contro la porta di legno. Per un lungo istante, nulla si mosse. Ethan spostò il peso, chiedendosi se la donna si fosse sbagliata, se davvero nessuno vivesse qui. Poi arrivò il lento trascinarsi dei passi, irregolari, esitanti, come se fossero tirati avanti contro la loro volontà.