Raggiunsero insieme la sporgenza. Era a malapena lì, uno stretto nastro di pietra che si estendeva dalla parete rocciosa verso la porta. Troppo sottile per starci comodamente, troppo esposto per esitare. Una volta saliti, non sarebbe stato possibile tirarsi indietro. Nora andò per prima, girandosi di lato e attraversando con disinvoltura, con la spalla che sfiorava la roccia.
Ethan li seguì, con il cuore che batteva all’impazzata, gli occhi fissi sulla porta mentre il dislivello sbadigliava sotto di loro. Da vicino, la porta emanava un lieve odore dolce sotto l’aria umida della pietra. Fermentato. Ethan lo notò ancor prima che la sua mano si chiudesse intorno alla maniglia. Si strinsero contro la parete rocciosa, respirando a fatica. “Pronto?” Nora chiamò, con voce ferma nonostante tutto.