Ethan non si soffermò sul modo in cui era stata costruita. La sua attenzione rimase sul muro, sulle sue mani, sulla debole chiazza che si diffondeva dove scorreva il liquido. “Attento”, disse Nora. “Quella roba è ovunque” Spostò la presa per evitarla e il piede scivolò. Solo una frazione. Ma non basta. Lo stomaco gli cadde mentre la suola della scarpa perdeva aderenza.
L’istinto si impose prima del pensiero. Sbatté il palmo della mano in una presa secca, con le dita che urlavano quando si impigliavano. L’altro piede raschiò disperatamente fino a trovare l’appoggio. Per un attimo la scogliera sembrò senza peso sotto di lui. Poi si è aggrappata. Ethan premette la fronte sulla pietra, respirando a fatica. L’adrenalina gli rimbombava nel petto, tagliente ed elettrica. “Ok”, mormorò.