Uno studente vive nell’appartamento più piccolo del Giappone, 300 dollari al mese, e non abbiamo mai visto nulla di simile!

C’è un altro spazio nell’edificio a cui Maya pensa spesso, anche se non fa parte del suo appartamento. Più in alto, al quinto e ultimo piano, c’è un’altra unità. Ha un balcone calpestabile, che sembra quasi lussuoso rispetto al resto dell’edificio. Ma l’unità stessa è lasciata in pessime condizioni, mostrando cosa può accadere quando un piccolo appartamento non viene più gestito con cura.

Quella stanza fa vedere a Maya il suo spazio in modo diverso. Un piccolo appartamento può sembrare intelligente quando è pulito, luminoso e organizzato. Ma se diventa disordinato o trascurato, il disordine non può più nascondersi. In una casa più grande, il disordine può diffondersi lentamente. In una stanza così piccola, invece, prende il sopravvento quasi subito. L’unità superiore abbandonata sembra un monito su quanto rapidamente la vita compatta possa diventare insopportabile senza una cura costante.

La casa di Maya rimane quindi una strana lezione sui limiti. Ha un esterno triangolare giallo, un ingresso minuscolo, un angolo cottura, una porta verde per la doccia, un piccolo bagno, pareti in finti mattoni, una stanza principale di 2,5 metri, il rumore della strada e un bagno privato che si trova fuori dall’appartamento stesso. Non è un posto in cui immagina di vivere per sempre. Ma per una giovane studentessa internazionale di Tokyo è qualcosa di indimenticabile: una casa che dimostra esattamente quanto poco spazio può avere una persona e quanta determinazione ci vuole per far sentire quello spazio come suo.