La cucina dell’alchimista
Il cuore della casa risiede in quello che era il laboratorio di scienze della terza media. Elena ha scelto questa stanza per le sue ampie finestre a tutta altezza e per i piani di lavoro originali in ardesia che si sono conservati molto bene. Invece di demolire i banchi del laboratorio, li ha trasformati in un’enorme isola centrale dove ora prepara i pasti biologici invece di dissezionare gli esemplari. Le condutture del gas che un tempo alimentavano i bruciatori Bunsen sono state deviate verso un forno professionale, che unisce l’utilità industriale al lusso culinario moderno in un modo che sembra del tutto organico.
L’estetica è “Clinical Chic” Scaffali aperti ricavati da gradinate da palestra recuperate ospitano una collezione di barattoli di spezie in bottiglie da farmacia vintage. Per fare un cenno scherzoso alla storia della stanza, su una parete è rimasta dipinta la tavola periodica originale, ora parzialmente oscurata da un giardino di erbe sospese che prospera alla luce diretta del sole. La vecchia stazione di emergenza per il lavaggio degli occhi è stata addirittura trasformata in un originale riempitivo per pentole sopra la stufa. È uno spazio che celebra la chimica della cucina, dove le superfici fredde e dure del passato sono ammorbidite dall’aroma del rosmarino fresco e dal calore di un espresso mattutino.