Una donna presuntuosa si rifiuta di togliere la borsa dal sedile e riceve una lezione

Quando Jessica riuscì a farsi strada attraverso tre vagoni affollatissimi per raggiungere la parte posteriore del vagone 4, le gambe le sembravano di piombo. Da vicino, la situazione appariva ancora più assurda. Decine di pendolari esausti stavano in piedi a pochi pollici di distanza, oscillando a disagio nel corridoio, con lo sguardo fisso su quello spazio, ma completamente bloccati dall’atteggiamento sprezzante della giovane donna.

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Jessica fece un respiro profondo, aggirò un uomo che teneva in mano un ombrello chiuso e si fermò proprio accanto alla panchina. «Mi scusi», disse Jessica, mantenendo un tono cortese ma deciso. «Posso sedermi lì?» La giovane donna non si mosse di un millimetro. Il suo pollice continuava a scorrere sullo schermo del cellulare, mentre gli auricolari la isolavano dal resto del mondo.

Jessica fece un piccolo passo in avanti, con le ginocchia che le tremavano per la stanchezza. «Mi scusi», ripeté, alzando la voce per farsi sentire nonostante il rombo dei binari. «Potrebbe spostare la sua borsa, per favore?» La donna non inclinò la testa, non sbatté le palpebre né diede alcun segno di aver percepito che un essere umano le stesse parlando. Si limitò ad allungare un dito ben curato, a toccare il pulsante del volume del telefono per alzare il volume della musica e a spostare la spalla, escludendo completamente Jessica.

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