«Circa sei minuti», disse Teresa. «Speriamo che sia ben caldo». Clic. Sei minuti. Teresa aveva vissuto al ritmo dell’orologio per diciannove anni di lavoro, ma aspettare quei sei minuti strazianti mentre un sospettato se ne stava nella cucina di chi aveva chiamato le sembrò un’eternità.
La radio gracchiò. «Centrale, Auto 12. Sta aspettando una consegna tra meno di sei minuti», riferì Reed. «Il problema è che, se vede un agente in divisa avvicinarsi lungo il vialetto, chiuderà a chiave la casa prima ancora che raggiungiamo il portico.» «Potete prendere l’ingresso sul retro passando dal vicolo?» suggerì rapidamente Teresa nel microfono. «Tenendovi nascosti dietro la recinzione?»
«Per il perimetro va bene», rispose Reed. Poi fece una pausa, e la sua voce assunse un tono deciso e concentrato. «Aspetta. Aspetta un attimo, centrale. Credo di avere un’idea migliore. Restate in attesa.» Luis si girò sulla sedia, fissando confuso l’altoparlante della radio. «Che sta facendo?» sussurrò. Teresa scosse la testa, incapace di dare una risposta. «Auto 12, qual è la vostra situazione?» chiese, ma la frequenza rimase completamente silenziosa.