Una donna chiama il 911 e ordina una pizza grande – L’operatore capisce il motivo e invia tutte le pattuglie

Squillò una volta. Due volte. Tre volte. Teresa immaginò il telefono che vibrava nella mano di Derek e Kayla che lo guardava nervosamente dall’altra parte della cucina. Quattro volte. «Che c’è?», sbottò Derek. Teresa cercò di far sembrare la sua voce più giovane, annoiata, come quella di un’adolescente che lavora nel turno del fine settimana. «Ehi, scusa, è di nuovo la pizzeria? Il mio responsabile dice che devo confermare i dettagli dell’indirizzo, altrimenti l’autista non può partire.»

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Sulla linea calò una lunga pausa. Teresa trattenne il respiro, quasi immobile sulla sedia della scrivania. Sulla mappa digitale di Luis, il piccolo puntino blu che rappresentava l’Auto 12 attraversò il ponte sul fiume. «Quarantuno Birch Lane», disse infine Derek. «Va bene, mandatela. Pagheremo in contanti.» «Perfetto, grazie. È una casa o un appartamento?» «Una casa. Porta blu.»

Porta blu. Teresa digitò il dettaglio nelle note del sistema con un dito. «Fantastico. E un nome per l’ordine?» Un’altra lunga pausa. Poi, da più lontano in sottofondo, si udì la voce di Kayla, ferma e chiara: «È a nome di Kayla». Stava ancora parlando. Stava ancora bene. «Ricevuto. L’autista sta arrivando.» «Quanto ci vorrà?» chiese Derek. Teresa guardò Luis. Luis si toccò l’orologio e mimò con le labbra: sei.

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