«Ci siamo quasi», disse Kayla, con la voce che tremava appena. «Hanno bisogno di nuovo dell’indirizzo». Ora Teresa aveva un nome. Digitò «Kayla» accanto all’indirizzo nel sistema di archiviazione e il database della contea rispose in meno di un secondo. Sullo schermo principale apparve un riquadro giallo luminoso.
Un ordine di protezione in vigore, emesso tre settimane fa. Parte protetta: Kayla Simmons, 27 anni, residente al 41 di Birch Lane. Convenuto: Derek Vance, 34 anni. Ex fidanzato. Divieto: non gli è consentito avvicinarsi a meno di 500 piedi dalla casa in nessuna circostanza. A Teresa si seccò completamente la bocca. Lui non avrebbe dovuto trovarsi lì affatto. «Signora», disse Teresa con tono pacato, mantenendo la voce leggera, «l’uomo che si trova lì è qualcuno con cui usciva in passato?» Kayla si allontanò dalla stanza, abbassando la voce fino a un sussurro affrettato e appena udibile: «Sì... è un ex».
«Gli hai fatto entrare?» Un respiro lungo e tremolante fischiò nel microfono. «No… è entrato con la forza.» Luis si sporse sulla scrivania di Teresa e toccò lo schermo. L’ordinanza restrittiva era stata notificata a Derek nove giorni prima; sapeva esattamente dove non gli era permesso trovarsi. Nelle cuffie di Teresa, la voce profonda di Derek si fece improvvisamente sentire a ridosso del ricevitore: «Dammi il telefono, Kayla.»