Una nave da carico incontra dei pirati – ma ciò che fa poi il cuoco della nave lascia tutti a bocca aperta!

«Manny», sussurrò Joel con voce concitata e tremante dall’altoparlante. «Stai bene? Dove sono?» Manny tenne lo sguardo fisso sulla parete vuota, mantenendo un tono leggero, come se stesse rassicurando una moglie in ansia. «Sì, tesoro, lo so. È da un po’ che prendo queste quattro grosse pillole ogni giorno», disse Manny con calma, ridacchiando sottovoce per Dahir mentre segnalava il numero dei presenti.

Pubblicità

«Quattro?» Joel capì al volo, con il respiro che si faceva più affannoso attraverso l’altoparlante. «Manny, siamo chiusi nella stanza di sicurezza. Il capitano Holm sta contattando la fregata della marina; dicono che una squadra di elicotteri sia a un’ora e mezza di distanza, ma non possono fare irruzione sul ponte se sei tenuto in ostaggio. Riesci a scappare?» Manny fece un respiro profondo e disse: «Sì, tra poco vado a sedermi», sorridendo a Dahir. «Magari mi chiuderò nella mia cella frigorifera e ascolterò un po’ di musica finché non mi sentirò meglio.»

«Cella frigorifera… ok, capito», sussurrò Joel, cogliendo immediatamente il segnale nascosto. «Rimarremo chiusi dentro. Stai attento». Manny ridacchiò: «Sì, ti voglio bene anch’io», disse e riattaccò il telefono. Si voltò con una scrollata di spalle tranquilla. «Fa sempre un dramma per le mie pillole per la pressione.» L’espressione di Dahir rimase cupa. «Che telefonata lunga», disse. «Ora mostraci la nave. Cammina tu per primo.»

Pubblicità