Il suo cane ha iniziato a comportarsi in modo strano ed è sparito nel bosco: dopo ore di ricerche, è tornato con QUESTO...

«Hai chiamato una squadra sul campo?» chiese Dale in fretta, abbassando la voce fino a un sussurro. «Hai detto a qualcuno dell’università di venire qui?» Il volto di Chen impallidì. «No. Ho registrato la richiesta di attrezzature, ma non ho chiamato nessuno. Non dovrebbe esserci nessuno qui.»

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Lo sguardo di Dale si fece duro. Guardò verso la porta della cucina, dove Max camminava avanti e indietro freneticamente. «Chen, resta qui con Max. Chiudi a chiave le porte. Se c’è qualcuno che si è introdotto di nascosto, vado a vedere chi è.» «Dale, aspetta… potrebbe essere pericoloso», lo avvertì Chen, ma Dale stava già sgattaiolando fuori dal portico sul retro, nel crepuscolo.

Si muoveva tra le ombre del bosco, tenendosi basso dietro i fitti cespugli di bacche, finché non raggiunse il bordo del letto del torrente. A cinquanta iarde di distanza, tre uomini con giacche tattiche scure stavano scaricando pesanti apparecchiature elettroniche gialle da grandi valigie. Uno di loro reggeva un georadar, passandolo proprio sul punto esatto in cui Max aveva dissotterrato la pietra. «Ho trovato un segnale secondario!», gridò uno degli uomini. «Togliete le radici!»

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