Il suo cane ha iniziato a comportarsi in modo strano ed è sparito nel bosco: dopo ore di ricerche, è tornato con QUESTO...

Dale trascinò il cane, frenetico e ringhiante, di nuovo alla fattoria e lo rinchiuse nel ripostiglio. Attraverso la pesante porta di quercia, poteva sentire Max che si scagliava con tutto il suo peso contro le pareti, guaendo e graffiando i battiscopa con un’energia implacabile e ossessiva. Dale si sedette sul gradino del portico, sfregandosi le mani, cercando disperatamente sul telefono il veterinario di emergenza più vicino.

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La notte calò rapidamente sulle colline, portando con sé un silenzio opprimente e soffocante. Verso le nove, il rumore nel ripostiglio cessò di colpo. Dale si alzò con cautela, avvicinandosi di soppiatto alla porta. Prima ancora che le sue dita potessero toccare la maniglia di ottone, il legno si frantumò.

Max non aspettò che la porta si aprisse. Si lanciò contro la porta a zanzariera con tutto il suo peso di ottanta libbre, squarciando la rete metallica arrugginita in un turbinio di artigli e denti che scattavano. Atterrò sul pianerottolo del portico a quattro zampe e si precipitò nel bosco buio come un cane posseduto. «Max! Fermati! Max!» urlò Dale, afferrando una pesante torcia di ferro dal bancone e lanciandosi di corsa nella notte all’inseguimento di lui.

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