Un cane poliziotto si è rifiutato di obbedire agli ordini, ma ciò che ha fatto invece ha fatto piangere un uomo adulto

Allertato dall’improvviso grido del rapinatore, Noah si avvicinò rapidamente per immobilizzare il secondo sospettato. «Mani dietro la schiena!» L’uomo dalle spalle larghe non pronunciò una sola parola né protestò. Si limitò a tendere i polsi, con il volto teso da una strana, silenziosa angoscia mentre Noah gli chiudeva le manette d’acciaio attorno ai polsi e lo costringeva a sedersi su una panchina di cemento del parco.

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Axel si aggirava lì vicino, camminando nervosamente avanti e indietro ed emettendo gemiti sommessi e angosciati, rifiutandosi di allontanarsi dal sospettato. «Perquisitelo per vedere se ha armi», disse l’agente di rinforzo, tenendo fermo il Sospettato Uno.

Noah iniziò a perquisire il pesante cappotto dell’uomo silenzioso. Dalla tasca sinistra, Noah estrasse un paio di apparecchi acustici digitali di alta qualità. Dalla tasca destra, tirò fuori uno smartphone sbloccato. Lo schermo era aperto su una semplice app di blocco note. Il testo era digitato a caratteri grandi: «Quanto costa questo?» e «Come faccio ad arrivare al terminal degli autobus?».

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