Noah si bloccò di colpo, i tacchi degli stivali che slittavano sulla pietra bagnata, la mente completamente sconvolta. «Axel! Fuori! AXEL, TORNA INDIETRO!» Il cane ignorò completamente il suo addestratore, appoggiando tutto il suo corpo di ottanta libbre contro le gambe dell’uomo.
«Che diavolo hai fatto al mio cane?» urlò Noah, con la pistola che gli tremava tra le mani. «Allontanati da lui! A terra!» Prima che l’uomo potesse muoversi, dei passi risuonarono sul pavimento di mattoni. Arrivarono due agenti di rinforzo, trascinando un uomo ammanettato che si dimenava, con indosso una felpa con cappuccio strappata: il Sospettato Uno.
«Abbiamo preso il capo!» gridò un agente, bloccando il Sospettato Uno contro un lampione. Il Sospettato Uno guardò l’uomo dalle spalle larghe in piedi vicino alla fontana, colse l’esitazione di Noah e improvvisamente urlò con tono disperato: «Prendi la borsa e scappa! Non lasciare che te la prendano!»