“Ti ho fatto spendere sessantaduemila dollari per un…” “Diane.” Lui lo disse dolcemente ma chiaramente. “Non è questo che conta adesso” Lei lo guardò. Lo guardò davvero, senza la distanza che di solito teneva tra sé e chiunque si avvicinasse troppo. “Perché sei venuto? Dopo tutto” Ray la considerò come meritava.
“Perché sei mia”, disse. “Non a causa di scartoffie o promesse. Solo perché lo sei. Lo sei da quando avevi tredici anni, che tu lo volessi o no” Allora vennero le lacrime. Quelle vere, quelle che non chiedono il permesso. Ray si spostò sul divano, si sedette accanto a lei e la lasciò piangere.