“Credo che sia quasi ora”, disse Daniel, facendo capolino con un sorriso già pronto. Rex all’inizio non reagì. Poi Daniel si avvicinò. La testa di Rex si sollevò lentamente. Le sue narici si dilatarono. Si sporse in avanti quel tanto che bastava per cogliere l’odore e si bloccò. Un ringhio basso gli uscì dal petto. Controllato. Deliberato. Non è paura. Non è paura, né nervosismo.
Daniel si fermò a metà del passo. Il sorriso gli sfuggì, qualcosa di tagliente gli attraversò il viso prima di forzare una risata. “Vacci piano, amico” Gli occhi si posarono sul guinzaglio. “Non avevo capito che Rex sarebbe stato qui oggi” La presa di Lucy si strinse.