Il suo guinzaglio era stato stretto attorno a un pilastro di pietra appena fuori dalle porte, con il fermaglio di metallo teso per quanto aveva lottato. Nel momento in cui vide Emma, il suo abbaiare si trasformò in un mugolio teso e disperato.
Il suo corpo si protese verso di lei, con i muscoli che tremavano, le zampe che raschiavano il pavimento come se la pura volontà potesse trascinarla indietro. “Lo so”, sussurrò Emma, senza fermarsi. Gli passò accanto. Dritta verso il tavolo dei regali. La scatola d’argento si distingueva dalle altre.