“D’accordo” La mensa era tranquilla a quell’ora, solo qualche visitatore mattiniero sparpagliato tra i tavoli, con l’odore di caffè e pane tostato che aleggiava nell’aria. Lily scelse un posto alla finestra che dava su una fila di recinti, con il quaderno già aperto accanto al succo di frutta. Caleb si mise in fila, scrutando il tabellone.
La cassiera sembrava mezza sveglia, la macchina per l’espresso sibilava dietro il bancone e l’unico suono era il debole ronzio delle chiacchiere. Poi, da qualche parte al di là delle mura della caffetteria, un suono profondo e rotolante squarciò l’aria, un ruggito così potente da far tremare il vetro della struttura. Tutte le teste si voltarono. Nella stanza calò il silenzio.