Il suo disvelamento avvenne in modo silenzioso, calcolato. “Parente lontano”, ha ammesso alla fine. Il vero Charles era morto all’estero, allontanato; Mabel non lo vedeva dall’infanzia. Era intervenuto dopo la morte del fratello e del nipote, portando il nome del nipote per “gestire” il suo patrimonio: manovre legali, spinte psicologiche e un lento furto di autonomia.
I conti sono stati deviati, le proprietà sono state reintestate, il tutto con la scusa della cura. L’attenzione si concentrava sullo sfruttamento: i documenti venivano distorti, le menti annebbiate dalla suggestione e dal sottile dosaggio. Le accuse incombevano: frode, appropriazione indebita, mentre gli agenti catalogavano la lunga truffa con precisione clinica.