“Questo è il vostro rubinetto”, continuò, con fare deciso. “La corrente d’aria passa attraverso le fessure del legno invecchiato. Questa catena, o qualsiasi cosa ci sia sopra, oscilla contro la porta. La temperatura scende di notte e il legno si contrae quel tanto che basta. Crea quel ritmo che hai sentito. Nessun fantasma. Solo fisica in uno spazio dimenticato”
Lucy annuì lentamente, immaginandolo: l’aria fredda che filtrava attraverso le tavole deformate, che faceva vibrare la catena, il metallo che baciava il legno in un tempo misurato. Il suono che aveva temuto per settimane ridotto a una semplice eco meccanica di una stanza che aveva aspettato decenni per respirare di nuovo liberamente.