Ho dimenticato la borsa e sono tornata, è stato allora che il direttore mi ha chiesto di “guardare questo video di sicurezza…”

“In realtà si tratta di questo”, rispose lui, che già si girava. “Dobbiamo solo confermare che sia sua” L’ufficio era piccolo e troppo luminoso. Troppo pulito. Il direttore posò la borsa sulla scrivania tra loro e le chiese di identificarla. Clare annuì. Certo che era la sua. Riconobbe il graffio vicino alla cerniera, l’angolo sfilacciato che aveva intenzione di riparare.

“Grazie”, disse. Poi, dopo un attimo, “ho bisogno che tu aspetti qui ancora un momento” “Per cosa?”, chiese lei. Lui non rispose subito. Si avvicinò invece alla porta, posizionandosi quel tanto che bastava per rendere imbarazzante l’uscita senza bloccarla davvero. “Mi dispiace”, disse a bassa voce. “Non ci vorrà molto” L’attesa si prolungò.