Eli scese le scale a metà, si fermò a bocca aperta nel corridoio e guardò da Jack alla porta d’ingresso a Willow in un modo che Jack avrebbe ricordato per il resto della sua vita. Quella era la parte che non avrebbe mai perdonato. Non la bugia. Nemmeno la faccia. Quello. Quello che aveva fatto ai bambini. Jack tenne Willow in braccio mentre lei piangeva per la madre ed Eli era troppo stordita per parlare.
Più tardi quella sera, dopo che la polizia se ne fu andata e la casa si era finalmente tranquillizzata, Jack si sedette sul bordo del letto di Eli. Suo figlio fissò a lungo il pavimento prima di chiedere, con voce piccola e sforzata: “Davvero non sapevo che aspetto avesse? Pensavo fosse la mamma”. Jack lo guardò. “No”, disse a bassa voce. “Non è colpa tua, ho pensato la stessa cosa” La mascella di Eli si strinse.