Il suo silenzio sembrava peggio di una confessione. Laura si rendeva conto di poter perdonare gli errori, persino il tradimento, se lui era veramente pentito, ma non l’esclusione. Sembrava che il loro amore si stesse trasformando in una gerarchia, dove le decisioni venivano prese al di sopra di lei e la verità diventava facoltativa, razionata e controllata dalla paura e dalla segretezza.
Lei gli disse: “Non posso vivere con le mezze verità, non dopo tutto quello che abbiamo condiviso. L’amore richiede onestà” Il fatto è che ora le sue rassicurazioni le sembravano solo manipolazioni. Aveva bisogno di chiarezza. Rimanere con lui significava accettare la cancellazione, lentamente, educatamente, finché non fosse rimasto nulla della sua voce.