Inspirò profondamente, elaborando il suo profumo con deliberata calma. Poi espirò contro la sua pelle. Il suono le aprì qualcosa nel petto. Era lui. Non era una somiglianza. Non un’illusione. Rex. Le ginocchia si indebolirono e lei si abbassò con cautela fino ad accovacciarsi, ignorando il freddo che filtrava dai pantaloni.
Lui si avvicinò e appoggiò il lato della testa contro la spalla di lei. Non era opprimente. Solo presente. Solido. “Oh”, respirò lei, con la voce che si arricciava ai bordi. “Oh, tesoro” Gli passò le mani addosso lentamente, con metodo: spalle, costole, fianchi, come aveva fatto quando era tornato dagli allenamenti con Michael. Il tono muscolare era intatto.