Il puntino del localizzatore pulsava, immobile, come un battito cardiaco intrappolato dietro quelle mura. Una pausa. Poi il tono della centralinista cambiò: più vigile, più attento. “Signora, qual è la sua posizione esatta?” Sarah lesse come meglio poté: il nome della strada, la deviazione, l’indicatore di distanza che aveva memorizzato durante il viaggio.
Eleanor guardò la villa e cercò di non immaginare Rex che si svegliava in un posto sconosciuto, con le gambe pesanti, la testa annebbiata, da solo. “Rimanete dove siete”, disse il centralinista. “Stanno inviando delle unità. Non avvicinarsi alla proprietà” La mascella di Sarah si strinse. “È sedato”, disse. “Non può proteggersi da solo” “Capisco”, rispose il centralinista, ora deciso.