Non con gioia – non era un cane che scodinzolava e rincorreva i giocattoli – ma con calma, quasi con rispetto, come se capisse che gli era stata concessa una seconda possibilità e non volesse metterla a repentaglio.
Esplorò stanza per stanza, lentamente e deliberatamente, memorizzando il terreno con la stessa serietà che sembrava applicare a tutto. Non ha mai abbaiato, non si è mai lamentato, non ha mai oltrepassato i limiti. Semmai, si comportava più come un ospite che come un animale domestico.