Preso dal panico nell’oscurità, Richard indietreggiò dalla casa, con l’intenzione di aggirare il muro del giardino per chiamare i servizi di emergenza al riparo dall’intruso. Nella fretta, lo stivale gli rimase impigliato in una bobina di tubo da giardino sepolta nel fango. Richard inciampò all’indietro, cadendo pesantemente in un cespuglio fitto e fradicio.
All’interno della casa, il corriere si bloccò di colpo sentendo un improvviso fruscio provenire dall’esterno; si voltò di scatto e tornò sul patio con la chiave inglese sollevata in alto. Richard rimase immobile sul terreno umido, stringendosi il gomito sbucciato, terrorizzato al punto da non osare nemmeno respirare. Si appiattì con la schiena contro la recinzione, senza muoversi di un pollice.
In quel momento, lo schermo del suo telefono si illuminò nel palmo della sua mano. L’impatto violento contro il terreno aveva provocato una pressione prolungata sul pulsante laterale. Dall’oscurità dei cespugli, una voce sintetica e allegra risuonò a tutto volume: «Ti ascolto. Come posso aiutarti?»