Il proprietario della casa pensava di aver trovato un nido di vespe, ma ciò che si nascondeva davvero nel fienile era ben peggiore

I due agenti scesero dal loro furgone, ma invece di avvicinarsi, rimasero paralizzati dall’orrore sotto le luci blu lampeggianti. L’agente in testa alla pattuglia si portò la pistola al fianco, facendo cenno a Calvin di stare indietro con un gesto frenetico e tremante della mano. Il secondo agente sollevò un pesante fucile, gridando per sovrastare il vento ululante: «Torna dentro! Non muovere un muscolo!» Calvin sentì un’improvvisa corrente gelida colpirgli la nuca.

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Un sbuffo umido gli riecheggiò proprio dietro l’orecchio sinistro. Lentamente, con grande angoscia, Calvin girò la testa verso la finestra della cucina. In piedi sul bordo del portico, a meno di cinque piedi di distanza, illuminata dagli abbaglianti abbaglianti del camion, non c’era né un mostro alieno né uno sciame di mutanti: era un’enorme orsa nera dal pelo arruffato.

I suoi occhi scuri erano fissi su Calvin, mentre il suo ampio petto ansimava nell’aria gelida. Scoprì le labbra, rivelando enormi canini gialli, e lanciò un ruggito da brivido che fece tremare la struttura del portico proprio sotto gli stivali di Calvin.

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