Dopo cena, Laura fece tintinnare il bicchiere e annunciò, con tono allegro, che avrebbero giocato a un classico delle feste: “Due verità e una bugia”. La sala esplose in un boato di gioia. Anche Mark rise, con un attimo di ritardo, la risata di un uomo che cerca un’uscita che non c’è.
Il primo giro è stato innocuo: aneddoti imbarazzanti sul ballo di fine anno, la confessione di un pesciolino rosso che aveva avuto da bambino e che era stato gettato nel water in circostanze misteriose. Risate facili. Mark si è rilassato un po’ e si è versato da bere.
Poi Laura lesse l’ultima domanda da un foglietto, con voce piacevole e senza fretta. «Opzione A: Mark pensa che le feste di compleanno siano imbarazzanti e inutili. Opzione B: Mark ha detto a qualcuno che il suo matrimonio è finito da anni. Opzione C: Mark ha detto a qualcuno che lei è l’unica persona che lo abbia mai veramente capito». Si guardò intorno nella stanza silenziosa. «Qualcuno vuole indovinare quale delle tre è la bugia?» Questa volta nessuno rise. Mark aprì la bocca, poi la richiuse, inspirando a fatica per riprendere fiato.