Quando le luci si riaccendero, Eileen si alzò, si sistemò il vestito e si diresse verso il centro della stanza. Le venne abbastanza naturale, considerando che aveva provato la scena due volte davanti allo specchio del bagno.
«Ho portato qualcosa anche per te», disse, porgendomi un libro incartato. «Visto che a quanto pare ci stiamo scambiando regali.» All’interno c’erano pagine stampate: mesi di messaggi, ogni promessa, ogni «tu sei diverso», ogni scusa, rilegate come prove perché, in pratica, lo erano. Sull’ultima pagina, una riga, digitata e centrata: «Hai detto che ero l’unica che ti capiva. A quanto pare, lo capivamo entrambi». Eileen lesse ad alta voce gran parte del contenuto ai presenti, poi si fermò, gli porse il libro e disse: «All’uomo del momento». Mark lo prese perché trenta paia di occhi lo stavano osservando.
Qualcuno in fondo alla sala — forse suo cugino, o sua madre — emise un breve sussulto di incredulità. Mark chiuse lentamente il libro. Non disse grazie. In realtà non esisteva un “grazie” adatto a quella particolare occasione.