Vivian pretese di sapere come facesse Rusk a saperlo. Calder si rifiutò di darle spiegazioni e le ordinò di rimanere alla stazione. Lei, invece, chiamò i funzionari regionali e poi partì prima dell’alba con Jonah e due ranger di cui si fidava. «E se Calder cercasse di fermarci?», chiese uno dei ranger. Vivian rispose: «Allora potrà dare spiegazioni al comando regionale».
Le indicazioni di Vale li condussero in una stretta gola. Per quasi un’ora non trovarono nulla. «Forse non c’è più», disse Vivian. Jonah scosse la testa. «Dammi altri cinque minuti.» Poco dopo si inginocchiò accanto a una sporgenza rocciosa ricoperta di muschio. «Qui.» Vivian lo aiutò a liberarla. Apparve una croce, seguita da numeri e lettere incisi profondamente nella pietra. Jonah controllò gli appunti di Vale. «È il punto di riferimento.»
Un rombo meccanico risuonò nella gola. Vivian alzò lo sguardo. «Ti prego, dimmi che non è quello che penso che sia.» Un bulldozer apparve sulla strada di accesso sopra di loro. Si fermò vicino al crinale. Calvin Rusk fece un passo avanti e guardò giù. «Hai ricevuto il tuo avvertimento, ranger Ellis», gridò. «Ora vattene dalla mia proprietà.»